Martedì XVII TO-C- Anno I – 30 luglio 2013

Sia lodato Gesù Cristo!

Una volta S. Bernardetta esortò alla pazienza una consorella particolarmente stanca e ammalata, e la consorella rispose: “Certo, per te è facile parlare così perché hai visto la Madonna, perché hai avuto tante grazie”; e S. Bernardetta, alzando gli occhi al cielo, con un tono e un atteggiamento indefinibili, disse: “Effettivamente sono stata particolarmente viziata e privilegiata. Guai a me se non corrispondessi a tante grazie!”. Questa risposta della santa può farci riflettere, cari fratelli e sorelle, sia a me che indegnamente sono sacerdote e francescano e sia a voi che per grazia ricevuta siete cristiani. Effettivamente, guardando indietro alla nostra esistenza, dal giorno in cui siamo venuti al mondo come e perché Dio lo ha voluto, se abbiamo occhi e cuore, riusciamo a scoprire e a vedere tante grazie che il buon Dio ci ha fatto e ci fa. Altre grazie ci vuole un po’ più di perspicacia e di attenzione per intravederle, altre forse ci resteranno ignote per sempre qui in terra e le scopriremo soltanto un giorno in cielo. Ma è certo che noi siamo sotto una pioggia di grazie spirituali e materiali, un po’ come siamo sotto i raggi del sole che torna ogni mattina. E allora forse il peccato fondamentale degli uomini, il più terribile e il più comune è quello della in corrispondenza ai doni di Dio, e ancor prima quello della ingratitudine nei confronti del Signore.

Vogliamo dunque esortarci reciprocamente e vivamente alla corrispondenza alla grazia di Dio.

Riflettiamo su queste cose a margine dell’episodio di Santa Bernadetta che abbiamo riferito ma anche dopo aver ascoltato le Letture di oggi. Nella Prima si parla di Mosé, che in qualche modo vedeva Dio anche qui in terra per grazia specialissima. Anche lui infatti fu un privilegiato; eppure, per una mancanza di fede e di fiducia che fece, Dio lo punì dicendogli: “Tu non vedrai – o meglio -, tu non entrerai nella terra promessa”. Dio è infinitamente buono e misericordioso, come dice il Salmo Responsoriale di oggi, ma è anche infinitamente giusto. Questo insegnamento ce lo fa capire ancora meglio la pagina del santo Vangelo. Da un po’ di giorni, da qualche domenica stiamo leggendo parabole simili, del seminatore, della terreno buono o cattivo … Quindi, in definitiva, della corrispondenza o della incorrispondenza alla grazia e alle grazie. E si parla anche del buon grano che cresce e fruttifica e viene alla fine riposto nei granai del Padre Celeste; e invece della zizzania che viene giustamente scartata e legata e bruciata nel fuoco inestinguibile.

Con queste parabole, in realtà, si fa il giudizio sulla nostra vita. Pensiamoci seriamente, e impegniamoci davvero alla corrispondenza. Abbiamo tanti esempi splendidi dei santi. A parte S. Bernardetta già citata, anche i santi di oggi, tra cui S. Pier Crisologo e s. Leopoldo Mandic, hanno corrisposto con generosità ai doni di Dio portando frutti abbondanti di virtù e di opere buone.

Ripeto allora: Esortiamoci gli uni gli altri alla corrispondenza alla grazia e alle grazie di Dio, “finché dura questo oggi” direbbe S. Paolo, cioè finché dura il nostro pellegrinaggio terreno. Dopo sarà troppo tardi. La cosa più bella della vita è poter dire: “Signore, Tu ci ami, ci hai fatto e ci fai tanti doni; noi che possiamo darti?”. Come dice anche quella canzone religiosa: “Ecco il nostro niente, prendilo Signore!”: quel poco che ho te lo fono, “offro a te tutti i tuoi doni”, cioè quello che Tu mi dai io lo ridono a Te con tutto il mio cuore e con tutto l’amore.

Infatti, non è che bisogna fare chissà quali grandi cose, o pensare a chissà quali grandi progetti. Bisogna semplicemente vivere con amore tutto quello di cui è piena la nostra giornata, soprattutto il momento terribile della prova e della sofferenza, come può essere la prova di vivere accanto a chi è zizzania e a chi semina zizzania. Il padrone del campo ai servi che gli domandavano: “Vuoi che la sradichiamo?” rispose : “No, lasciate stare”, perché c’è una Provvidenza di Dio, infinita seppure inscrutabile, anche nella presenza e nell’azione del male che farà splendere ancora di più il bene e la luce. Voglio dire: tutto è volontà di Dio, tutto è permissione dell’Altissimo Onnipotente e Bon Signore. In conclusione: Beato chi si fida di Lui, chi si affida a Lui e fa con amore e semplicità, con fervore e con immolazione il suo dovere quotidiano, giorno per giorno. E così sia per noi!

Sia lodato Gesù Cristo!