Omelia: 16 novembre-S. MARGHERITA DI SCOZIA

Sia lodato Gesù Cristo!

Cari fratelli e sorelle, oggi facciamo memoria di S. Margherita di Scozia, che nacque intorno all’anno 1046 in Ungheria, dove si trovava il padre condannato all’esilio. Data in sposa a Malcom III, re di Scozia, ebbe otto figli. Fu un modello di madre e regina per bontà e saggezza. Morì a Edimburgo in Scozia il 16 novembre del 1093 a 47 anni di età.
Vogliamo approfittare dell’odierna festa di S. Margherita, sposa e madre, per leggere quanto il Concilio Vaticano Il scrive sulla “Santità del Matrimonio e della Famiglia” al n 48 della Gaudium et spes. Ecco il testo.

“L’uomo e la donna, che per il patto di amore coniugale non sono più due, ma una sola carne (Mt. 19, 6), prestandosi mutuo aiuto e servizio con l’intima unione delle persone e delle attività, sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la raggiungono. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità.
Cristo Signore ha effuso l’abbondanza delle sue benedizioni su questo amore molteplice, sgorgato dalla fonte della divina carità, e strutturato sul modello della sua unione con la Chiesa. Infatti, come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e di fedeltà, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per lei, così anche i coniugi possano amarsi l’un l’altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione. L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla potenza redentrice del Cristo e dall’azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e di madre. Per questo motivo, i coniugi cristiani sono corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato. Ed essi, compiendo in forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, pieni dello Spirito di Cristo – per mezzo del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità – tendono a raggiungere sempre più la propria perfezione e la mutua santificazione, e insieme rendono gloria a Dio.
Prevenuti dall’esempio e dalla preghiera comune dei genitori, i figli, ed anzi tutti quelli che convivono nell’ambito familiare, troveranno più facilmente la strada di una formazione veramente umana e la via della salvezza e della santità. Quanto agli sposi, insigniti della dignità e della responsabilità di padre e di madre, adempiranno diligentemente il dovere dell’educazione, soprattutto religiosa, che spetta ad essi prima di ogni altro.
I figli, come membra vive della famiglia, contribuiscono pure – nella maniera che è loro propria – alla santificazione dei genitori. Risponderanno infatti ai benefici ricevuti dai genitori con affetto riconoscente, con devozione e fiducia; saranno loro vicini, come si conviene a figli, nelle avversità e nella solitudine della vecchiaia. La vedovanza, accettata con animo forte come continuazione della vocazione coniugale, sarà onorata da tutti. La famiglia metterà con generosità in comune con le altre famiglie le proprie ricchezze spirituali. Perciò, la famiglia cristiana che nasce dal matrimonio, immagine e partecipazione del patto d’amore del Cristo e della Chiesa, renderà manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore nel mondo e la genuina natura della Chiesa, sia con l’amore, la fecondità generosa, l’unità e la fedeltà degli sposi, sia con l’amorevole cooperazione di tutti i suoi membri”.

Sia lodato Gesù Cristo!

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