Vaticano, confronto tra sindaci del mondo su clima e schiavitù

Sindaci da tutto il mondo, assieme a governatori locali e delegati dell’Onu, sono attesi in Vaticano il 21 e 22 luglio prossimi per partecipare a due giornate di dibattito operativo, organizzate dalle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, in tema di clima, sviluppo sostenibile e povertà morali e sociali. L’iniziativa è stata presentata stamani nella Sala Stampa della Santa Sede dall’arcivescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere dei dicasteri promotori. Il servizio di Roberta Gisotti:

E’ stato un tale successo l’adesione dei sindaci, ha detto mons. Sorondo, che le due giornate su “Moderna schiavitù e cambiamenti climatici” e “Prosperità, popoli e Pianeta”, già previste nella Casina Pio IV, saranno invece ospitate nella più grande Aula del Sinodo. Primi cittadini di piccole ma rilevanti comunità come Lampedusa insieme al governatore della California, ai sindaci di metropoli sudamericane, come San Paolo, Rio de Janeiro, Bogotà, Città del Messico, di grandi capitali africane – Accra, Johannesburg, Libreville, Abidjan -, di agglomerati asiatici come Teheran e Kochi, di città europee, tra cui anche numerose italiane. Una sessantina, in lista d’arrivo, da Paesi industrializzati e in via di sviluppo. L’idea di convocarli – ha raccontato mons. Sorondo – è maturata dopo alcuni incontri in Vaticano tra vescovi e capi della Polizia di tutto il mondo. Sono stati loro, ha detto, a suggerire di interpellare, prima che i loro governanti, proprio i sindaci che sono sul territorio per sensibilizzare la loro gente sulla necessità di cambiare stili di vita di produzione e consumo:

“Abbiamo voluto mettere insieme due realtà che – anche alla luce dell’Enciclica del Papa “Laudato si'” – consideriamo due emergenze: il cambiamento del clima indotto dall’attività umana che usa il materiale fossile – diciamolo, perché questo lo sottolinea l’Enciclica – e il tema delle nuove forme di schiavitù perché, come dice la stessa Enciclica, tutto è collegato”.

Ha rivendicato mons. Sorondo l’attenzione primaria della Chiesa sui temi del clima:

“La prima a lanciare il problema del clima è stata l’Accademia delle Scienze con il gruppo dei due premi Nobel Crutzen e Molina. Quindi, quando ci dicono che noi seguiamo quello che dicono le Nazioni Unite è proprio il contrario: sono le Nazioni Unite che seguono l’idea che è partita dall’Accademia, 25 anni fa”.

Cambiamenti climatici indotti da comportamenti umani, aggravati da una cultura del relativismo che spinge le persone ad approfittare di altre persone fino a ridurle in schiavitù:

“Sappiamo che la situazione è veramente grave perché si parla di 30 milioni di persone che vivono nella situazione di schiavi. Lo ha riconosciuto perfino l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro – l’ha riconosciuto contro i suoi propri interessi – e ha riconosciuto anche che l’80% del proventi che ricevono i trafficanti – proventi che si aggirano intorno a 150 mila miliardi di dollari all’anno – arrivano dalla prostituzione. Quindi, in una forma anche provocatoria consideriamo che la prostituzione è una nuova forma di schiavitù”.

Questo l’obiettivo finale per contrastare una piaga che viene estendendosi:

“Diciamo ai sindaci, in una dichiarazione che loro firmeranno e che per adesso tutti hanno accettato, di impegnarsi molto chiaramente sul tema delle nuove forme di schiavitù e di impegnarsi per includere le nuove forme di schiavitù come obiettivi primari nella nuova relazione sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che dovrebbe essere approvata a settembre prossimo”.

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