Disastro ferroviario in Puglia. Il Papa prega per le vittime

incidenteSono almeno ventisette i morti dovuti alla scontro avvenuto ieri mattina tra due treni locali in Puglia. Una cinquantina i feriti. “Una tragedia inammissibile”, per il capo dello Stato Sergio Mattarella, mentre il premier Renzi chiede “che sia fatta chiarezza, su tutto”. In un telegramma, il Papa fa sapere di pregare per le vittime. Alessandro Guarasci:

 

Il cordoglio per le vittime dello scontro tra i due treni locali tra Andria e Corato è arrivato da tutto il mondo. Il Papa in un telegramma assicura “le sue preghiere per quanti sono morti”, “invoca dal Signore per i feriti una pronta guarigione”, affida alla “protezione della Vergine Maria quanti sono colpiti dal drammatico lutto”.

Lo scontro è avvenuto a 100 chilometri orari su un tratto a binario unico amministrato dalla compagnia privata Ferrotramviaria spa, a controllo telefonico. I primi due convogli di entrambi i treni sono un ammasso di rottami. I soccorsi sono iniziati subito e continuati per tutta la notte. Questa mattina cominceranno nell’istituto di Medicina legale di Bari, le operazioni di riconoscimento da parte dei parenti delle vittime. Ora bisognerà capire perché tutto questo, e una risposta la potrà dare la scatola nera di uno dei due treni recuperati. Il premier Renzi, arrivato in serata in Puglia, dice che ora è il momento del dolore, ma vuole vederci chiaro:

“Nei prossimi giorni continueremo a seguire questa vicenda, chiedendo che sia fatta chiarezza su cio’ che e’ avvenuto e che siano individuate le responsabilità”

Per il presidente Mattarella è una tragedia inammissibile. Oggi il ministro dei Trasporti Graziano Delrio riferirà prima alla Camera e al Senato.

 

Dal 2009 ad oggi sulla rete ferroviaria italiana ci sono stati 120 incidenti gravi: 74 le vittime, quasi 300 i feriti. Le cause più frequenti sono le frane sui binari e la carenza di manutenzione delle infrastrutture, soprattutto nelle reti regionali, in particolare al Sud.

 

Sgomento anche dal vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi: “Sgomento, amarezza infinita, vite recise da un attimo all’altro senza sapere perché. Questa gente, laboriosa, si sposta su e giù per i vari comuni del territorio, per lavoro, per affetti, da mattina a sera, perché i paesi non sono lontani. Quindi attraverso questa linea la gente si muove continuamente, è una sorta di metropolitana a cielo aperto. Quando si perde la vita così uno si affida al buon Dio ma si rimane sgomenti. Sicuramente faremo delle celebrazioni come Chiesa locale, parlerò con i miei collaboratori e insieme decideremo cosa fare subito e a più lungo termine. Ci attiveremo per rendere presente la Chiesa madre accanto ai figli che soffrono”

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