DOMENICA XVII TO –C

Sia lodato Gesù Cristo!

 

Santo Padre Pio da Pietrelcina ha definito se stesso un povero frate che prega”. Ma intanto, con le sue preghiere, lunghe, continue e intense, quanto bene ha fatto alla Chiesa e al mondo, oltre che santificare se stesso! Quante anime ha salvato!

 

Cari fratelli e sorelle, ci sono  politici, giornalisti, economisti, gente del mondo che va e viene, si incontra e discute, dibatte e decide riguardo alle sorti dell’umanità, eppure, secondo la nostra fede, fa di più un’anima che prega che tutta questa gente “impegnata”. Magari, sulla faccia della terra, ce ne fossero tanti come P. Pio! Tante anime che pregano!

E allora, se la preghiera è così importante, ognuno di noi può fare tanto, anche un bambino o anche un ammalato, un anziano, se prega e se prega col cuore, può fare tanto, può fare tanto bene all’umanità, oltre che santificare l’anima sua.

Infatti, la preghiera ha anche questo potere di intercessione presso Dio: cioè, noi preghiamo e supplichiamo per gli altri, per i bisogni spirituali e materiali di tutta la società. Ricordate i pastorelli di Fatima, quei tre bambini a cui la Madonna apparve? Bene, dietro richiesta della Vergine Maria, essi cominciarono a pregare e ad offrire sacrifici per la fine della guerra, per la pace nel mondo, per la conversione dei peccatori. E ottennero tante di queste grazie proprio per le loro preghiere. Prima della Madonna apparve loro un angelo, il quale tra l’altro gli insegnò questa preghiera molto bella: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo; ti domando perdono per quelli che non credono, non sperano e non ti amano”.

In realtà, le preghiere di pochi possono salvare molti. E, se questa umanità nella quale viviamo e che è piena di peccati grandi e terribili, ancora non sprofonda nell’abisso – per così dire – è perché ci sono persone che pregano. Forse e senza forse, sono persone silenziose e nascoste, ma ci sono; e per le loro preghiere, Dio ha pietà e misericordia di tutta l’umanità. Pensate: quanti ammalati e sofferenti offrono preghiere e sacrifici a Dio per l’umanità, per la pace nel mondo ecc … ! Quante monache di clausura nel loro convento giorno e notte offrono preghiere e sacrifici per tutto il mondo! E il Signore Dio usa misericordia.

 

Abbiamo visto, infatti, nella Prima Lettura  di oggi come il patriarca Abramo intercede presso Dio, innalza la sua preghiera a beneficio di due città peccatrici, Sodoma e Gomorra. E così P. Pio, le monache di clausura, i pastorelli di Fatima, e tanti ammalati  e sofferenti, giorno e notte intercedono come Abramo presso Dio per tutti i problemi dell’umanità, perché abbia misericordia.

E anche nel Salmo Responsoriale abbiamo ripetuto: “Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto!”.

 

Un esempio speciale di preghiera fatta anche di intercessione lo troviamo nel Padre Nostro, riportato dal Vangelo di oggi, quella che è la preghiera che ci distingue come cristiani. Infatti, tutti gli uomini degni del nome di uomini pregano, anche i musulmani, i buddisti, gli ebrei; ma noi in quanto cristiani abbiamo una preghiera specifica che è appunto il Padre Nostro.

Pensate, noi in quanto cristiani, possiamo chiamare Dio con il nome di Padre; anzi, la parola originaria è ancora più confidenziale, ossia “papà, babbo”, con tanto amore e trasporto, con un senso di abbandono, come mettendoci sulle sue ginocchia, tra le sue braccia, nelle sue mani. E in questa preghiera del Padre Nostro, che Gesù ci ha insegnato, dopo aver nella prima parte lodato Dio, nella seconda parte invece noi intercediamo direttamente per l’umanità. Infatti, preghiamo  non solo per noi, perché tutta questa preghiera è al plurale:  non dico “Padre mio”, ma “Padre Nostro”. E che cosa chiediamo a Dio per l’umanità? Quelli che sono i bisogni materiali e i bisogni spirituali degli uomini. I bisogni materiali sono sintetizzati nella parola “pane”: “Dacci (non solo a me ma a tutti ) oggi il nostro pane quotidiano”, e naturalmente più in generale si chiede tutto quello che serve per la vita di quaggiù: il pane, il vestito, un tetto, il lavoro, un po’ di pace. “Dacci il pane”.

E poi, contemporaneamente, chiediamo quello che è ancora più importante, cioè i beni dello spirito: “Rimetti a noi i nostri debiti ecc … ”. Gesù una volta disse: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra” per far comprendere che tutti abbiamo peccato e che tutti abbiamo bisogno del perdono di Dio. Solo Dio ci può perdonare i peccati. E allora noi chiediamo a Dio la sua misericordia e il suo perdono. Procedendo nella richiesta dei beni spirituali, domandiamo ancora di poter poi continuare  a vivere su questa terra superando la prova, lontani dal male, vincendo le insidie del diavolo che sempre tenta: “E non ci indurre  in tentazione, ma liberaci dal male”. Sappiamo che da questo dipende poi la vita eterna, la salvezza nell’aldilà: solo chi muore nella Grazia di Dio è degno del Paradiso.

La preghiera del Padre Nostro, dunque, è anche una preghiera di intercessione; e questa preghiera noi la diciamo tante volte al giorno e nella vita. Ma anche in tutte le altre preghiere che facciamo e che possiamo fare liberamente, a parole nostre, dobbiamo sempre rispettare lo stesso schema del Padre Nostro, mettendoci l’intenzione di pregare non solo per noi ma anche per gli altri, e di pregare per i bisogni spirituali e materiali di tutta l’umanità. E così la preghiera è perfetta ed è certamente accetta a Dio: fatta con amore, nel modo giusto e con retta intenzione.

 

Ho inteso fin qui parlare della preghiera strettamente personale. Se poi la preghiera è fatta insieme, due-tre persone, in famiglia per esempio, la preghiera ha ancora più valore dinanzi a Dio. “Quando ci sono due o tre riunite nel mio nome, io sono in mezzo a loro” ha detto Gesù. E quando Gesù è in mezzo, la preghiera ha un valore enorme, infinito.

Infine, la preghiera più alta e perfetta che di più non si può, è la S. Messa, questa S. Messa che stiamo celebrando adesso. Qui siamo riuniti insieme, con noi c’è tutta la Chiesa Cattolica riunita spiritualmente per il dogma della Comunione dei Santi. Siamo tutti riuniti tra noi quanti viviamo nella Grazia di Dio, tutti i discepoli di Gesù, e Gesù è in mezzo a noi: prega per noi, con noi e in noi. E nella Messa offriamo che cosa? Offriamo preghiere e offriamo il Santo Sacrificio, ossia Gesù stesso immolato sotto le specie del pane e del vino, e offriamo anche noi stessi al Padre insieme a Gesù, pregando per tutta l’umanità. Tra breve – cercate di seguire con le orecchie e col cuore – il sacerdote dopo la Consacrazione, dirà tutte le intenzioni per le quali viene offerta la S. Messa. Ecco, per esempio, dirà: “Dona, Padre – nella Messa ci si   rivolge a Dio chiamandolo Padre, e nella Messa è inserita anche la preghiera del Padre Nostro -, pace e salvezza al mondo intero”. Poi pregheremo per il Papa, i Vescovi, i sacerdoti, per tutto il popolo, per tutti gli uomini che sono figli tuoi, “ovunque dispersi” per il mondo. E, dopo aver pregato per i vivi, preghiamo anche per i defunti, per le anime sante del Purgatorio, perché il Signore abbia misericordia di loro.

 

Cari fratelli e sorelle, considerate tutte le intenzioni per le quali viene offerta la S. Messa! Quanto è unica la S. Messa e più in generale, quanto è grande la preghiera del cristiano! Allora, nessuno dica: “La mia vita non serve a niente, ormai sono anziano, ammalato, non posso fare più niente, non posso andare, venire, decidere, costruire, parlare …”.  Nessuno dica così, perché se io posso amare e pregare, offrire a Dio preghiere e sacrifici e offrire me stesso, la mia vita, un po’ come Gesù sul Calvario. Se posso fare questo  – e chi non lo può fare? – allora, la mia vita è importante e preziosa, è potente come è potente Gesù in croce.

Quindi, coraggio e sempre avanti, perché “o Padre, … invocandoti con fiducia e perseveranza, come Gesù ci ha insegnato, cresciamo nell’esperienza del tuo amore” (Colletta). Amen!

 

Sia lodato Gesù Cristo!

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