GESU CRISTO RE DELL’UNIVERSO – C

Cari amici, questa è l’ultima volta che invio il testo dell’omelia domenicale. In effetti, ho ormai concluso il Ciclo dei 3 anni (A-B-C)

Grazie dell’attenzione e pregate per me. I migliori auguri per la missione che Dio vi ha affidato.

 

Sia lodato Gesù Cristo!

 

Qualche giorno fa, rovistando tra le cose, mi è venuta tra le mani una bella cartolina rappresentante Gesù Buon Pastore, il quale sta bussando ad una porta. Forse l’avete vista anche voi: è una cartolina che, in genere, si spedisce per gli auguri di Pasqua. E’ un’immagine molto significativa; richiama quella espressione che si trova nel libro dell’Apocalisse sulla bocca di Nostro Signore che dice: “Ecco, io sto alla porta e busso”. Ma bisogna notare che in questa immagine la porta, alla quale Gesù bussa, non ha una maniglia dall’esterno. Qualcuno ne domandò la ragione al pittore  che rispose: “L’ho fatta apposta così, perché questa è una porta speciale: è la porta dei cuori degli uomini che si apre solo da dentro e non da fuori”.

Cari fratelli e sorelle, neanche Nostro Signore può nulla o vuole nulla contro chi si ostina a non aprire. Vero è, però, che Egli non si stanca di bussare e approfitta di ogni luogo e tempo e circostanza per continuare a bussare, sino alla fine, sino all’ultimo, fino a quando non arriva “sorella nostra morte corporale”. “Lui è sempre lì che aspetta”, come dice una canzone: è l’unico che continua ad aspettare, mentre gli altri, anche i più pazienti e i più buoni, alla fine, prima o poi, ci lasciano e dicono: “Adesso, veditela tu! Non posso più aspettare!”. Tra le tante definizioni che possiamo dare a Dio, c’è pure questa: Dio è colui che aspetta sempre.

Mi vengono in mente queste cose, cari fedeli, dopo aver letto e ascoltato come voi il passo del santo Vangelo, in questa domenica certamente speciale perché è la domenica consacrata alla solennità di Cristo Re dell’universo e Re dei cuori, e perché con questa domenica si chiude proprio in bellezza l’Anno Liturgico, dato che già domenica prossima comincerà un nuovo Anno Liturgico con il periodo dell’Avvento.

La mia vuole essere solo una piccola spinta affinché ciascuno poi continui a riflettere personalmente, domandandosi per esempio: “Io ascolto questo ‘toc-toc’ di Gesù che bussa alla mia porta, alla mia mente, al mio cuore, alla mia vita? Da quanto tempo sta bussando?! Quante volte già ha bussato?! Gli ho aperto sempre e sicuramente, con decisione, con amore, con trasporto?! Oppure con titubanza e con indecisione?! …  L’ho fatto regnare Gesù come padrone assoluto? … “. Perché – lo sappiamo bene – lui è l’unico Liberatore e Salvatore; è “mio Signore e mio Dio”, come gli disse quella volta S. Tommaso apostolo; è “mio Dio e mio tutto” come invece ripeteva il Serafico Padre S. Francesco d’Assisi.

Insomma, Gesù Cristo è l’unico che ha tutto il diritto di prendersi il nostro cuore e la nostra vita, ma solo se noi liberamente lo vogliamo. Gesù diceva sempre: “Se qualcuno … chi vuole …”, perché egli non costringe mai nessuno. O se volete, costringe con la dolcezza del suo cuore,  con la forza del suo amore. Talvolta, in verità, ma sempre per amore, usa anche delle maniere più forti o più dure, come possono essere per esempio la prova, la sofferenza e la malattia; ma comunque ci lascia sempre liberi di alzarci, di andare, di aprire, e di farlo accomodare, dicendogli: “Gesù, mio Re, regna dentro di me!”. Qualcosa di simile gli disse, in effetti, cari fedeli, allora, in un momento tanto particolare, il Buon Ladrone sul Calvario e sulla croce. E il Buon Ladrone fu il primo ad entrare in Paradiso. E’ l’unico santo canonizzato direttamente da Nostro Signore (un privilegio speciale ed unico): “In verità ti dico: Oggi  sarai con me in Paradiso!”.

Il Buon Ladrone non perse l’occasione che gli si offriva, ma anzi la colse al volo; fu generoso, fu sensibile, fu timorato di Dio, e gli rivolse quella bellissima preghiera che anche noi possiamo ripetere, cari fratelli e sorelle: “Gesù, ricordati di me quando entrai nel tuo Regno!”. E dicendo e facendo così, aprendo il cuore e la vita a Nostro Signore, se pure solo in quegli ultimi istanti, il Buon Ladrone si comportò diversamente da tutti gli altri lì presenti. Per andare da Gesù, per andare spiritualmente da Gesù, egli dovette superare parecchi ostacoli, quelli interiori, quelli costituiti dalla sua sofferenza atroce e unica – era crocifisso! – e gli ostacoli costituiti dagli altri presenti che avevano la voce e il polso più forti e più duri. Ma gli altri non aprirono la porta a Nostro Signore, neanche quelli che almeno apparentemente erano più innocenti o più santi del Buon Ladrone. Dice il testo sacro che “Il popolo stava a guardare”, come se quella vicenda e quell’uomo lo riguardasse poco. “I capi e i soldati lo schernivano”; pensavano anche così di continuare a prendersi la rivincita nei confronti di quel Gesù di Nazareth che fino a poco prima aveva dato troppo fastidio:  “Se sei quello che hai detto, Re, Dio; se hai potere e sei onnipotente, scendi dalla croce!”. Anche il cattivo ladrone continuava sulla stessa maledetta strada, scagliandosi contro Nostro Signore. Ecco: quanta gente o è indifferente – “il popolo stava a guardare” – o è ostile nei confronti di Nostro Signore – “lo schernivano”. Ostile perché tante volte Dio si presenta non come noi lo vorremmo. In effetti, il Signore Dio sconcerta quasi sempre i nostri piani; noi ragioniamo, facciamo, misuriamo, specialmente oggi, decidiamo tutto, stabiliamo ogni cosa, con la nostra mente e con i mezzi che abbiamo inventato, con i computer … Siccome Dio non entra nei nostri pensieri e nei nostri computer, ma è al di fuori di ogni schema e non si lasciava acchiappare da nessuno in questo modo, cioè in modo superbo, allora noi ci scagliamo anche contro Dio: “Se tu sei Dio, scendi dal cielo, fai così, fai colì …”.  Vogliamo dettare leggi e comandare anche a Domineddio.

Nostro Signore al popolo, ai capi e ai soldati e al cattivo ladrone non rispose proprio nulla, come anche durante il processo che subì Egli quasi mai disse una parola, ma rimase piuttosto nel suo silenzio, perché il silenzio era l’unica risposta o quella più giusta che si poteva dare  a persone superbe e indurite, come per dire: “Rientrate in voi stessi, rientrate nel vostro cuore, fatevi l’esame di coscienza, siate umili e allora vedrete la luce!”. “Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli”. Per entrare nel Regno dei cieli, bisogna farsi bambini; il Buon Ladrone si fece piccolo e bambino,  e soltanto al Buon Ladrone Nostro Signore diede risposta. Potete immaginare come stava Gesù sulla croce, quanto gli costasse dire una o due parole … e quindi le sue parole lì sulla croce sono proprio misurate, brevi, dei monosillabi in un certo senso, perché per parlare doveva fare uno sforzo enorme. Agli altri non rispose, ma il Buon Ladrone se la meritava una risposta, perché aveva fatto tutto quello che poteva per andare da Gesù, e Gesù dunque gli disse con infinito amore: “In verità, ti dico: oggi sarai con me in Paradiso!

 

Cari fratelli e sorelle, questa riflessione possiamo continuarla personalmente a casa. Siamo tutti addolorati e angosciati, angustiati e allucinati per quello che sta accadendo nel mondo, e soprattutto per quello che potrebbe accadere domani e dopodomani. E magari cerchiamo le soluzioni, le cercano i capi e anche noi, però talvolta o spesso ci sentiamo tutti impotenti,  incapaci di fare e di operare. Questa è la pura sacrosanta verità. Perché, alla fine, ci resta soltanto lui, Gesù, Buon Pastore il quale continua ad aspettare e a bussare. Non migliorerà il mondo, non muterà la società, non cambieranno le istituzioni e le cose fino a quando non ci si alza, non si apre  a lui, nostro Dio e nostro Re. Con lui non ci sono problemi, mentre senza di lui non ci sono soluzioni.

 

Sia lodato Gesù Cristo!

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