NATALE- A

Sia lodato Gesù Cristo!

Qualche giorno fa, mi trovavo in un paese del casertano, e il parroco, facendo il catechismo ai bambini, assegnò loro questo compito: “Allestite in casa, per questi giorni, l’albero di Natale ma comprendendone bene il significato in senso cristiano”.

Il presepe è tradizionalmente più vicino a noi, al cristianesimo e al cattolicesimo, perché esso risale a San Francesco e perché è evidente il collegamento con Gesù: infatti, il presepe non fa altro che rappresentare quanto storicamente avvenne circa 2000 anni fa in Palestina, esattamente a Betlemme. Speriamo che si mantenga questa bella tradizione del presepe, anzi si migliori. In tanti luoghi poi, da un po’ di tempo a questa parte, è sorta anche la significativa iniziativa di rappresentare il cosiddetto “presepe vivente”, per esempio a Pietrelcina (Benevento) , il paese nativo di padre Pio, so che ogni anno lo si rappresenta, ed è coinvolto un poco tutto il paese.

Ma l’albero di Natale ha una origine più nebulosa, non si conoscono esattamente le sue origini. Però, ormai è entrato nell’uso anche di noi cattolici, e quindi è più che giusto dare ad esso un significato religioso. Comunque, questo parroco diceva ai bambini: “Fate l’albero di Natale, metteteci poi sotto un po’ di terra e di cenere, e magari anche due statuette che vorrebbero presentare Abramo e Sara dell’Antico Testamento e i patriarchi in generale. Infatti, tutta la storia della salvezza comincia con Abramo, il quale fu scelto e fu chiamato da Dio: egli è il capostipite del popolo eletto Israele, dal quale è nato Gesù (Gesù è ebreo), il nostro Salvatore. Sull’albero -aggiungeva- metteteci degli angeli, e poi naturalmente le luci, le consuete luci di natale. E la spiegazione di tutti questi simboli ci aiuta nella fede”.

Riflettiamo e spieghiamo anche noi adesso. Anzitutto, l’albero. Nell’Antico Testamento ci sono varie letture in cui si dice -letture che sentiamo specialmente in questi giorni nella Liturgia-: “Un germoglio spunterà dal tronco di Davide, un virgulto germoglierà dalle sue radici “. Qui si parla di un albero, in qualche modo di un albero che sta per seccarsi e per finire, da cui però nasce un germoglio che lo sostituisce, lo continua, ma dal quale anche deriva. Un germoglio, un virgulto: tutti gli interpreti vedono in questo germoglio appunto Gesù Cristo, che nasce infatti dal tronco di Davide e di Jesse suo padre. Perché? Perché Gesù è discendente di Davide: Giuseppe era della stirpe di Davide, Giuseppe assicura la discendenza giuridica a Gesù (anche oggi, normalmente, la discendenza viene data attraverso il ramo maschile, dal padre, tanto di più ai tempi di Nostro Signore. Quindi Giuseppe ha, tra gli altri, questo compito fondamentalissimo, pur non essendo egli il padre naturale di Gesù perché Gesù è il Figlio Unigenito di Dio padre e ha solo una mamma terrena, una mamma vergine, la vergine Maria . Quindi, Gesù nasce dalla discendenza di Davide secondo le profezie. Ci sono tante profezie nell’Antico Testamento che parlano del Messia futuro, del Salvatore futuro, e una delle caratteristiche di questo Messia Salvatore futuro, forse la principale caratteristica, è proprio questa: deve essere discendente di Davide. Bene, Gesù realizza questa caratteristica: è discendente di Davide, anzi nasce addirittura nella città di Davide, Betlemme, per un caso particolare – diremmo- o meglio per provvidenza divina.  Perché, neanche a farlo apposta, proprio allora, mentre Maria era in attesa, Cesare Augusto ordinò il censimento di tutto l’impero, “di tutta la terra” come scrive San Luca. E anche Giuseppe questo suo dovere civile: andò a farsi registrare a Betlemme, perché quella era la sua terra di origine (si vede che c’era l’obbligo di andare al proprio paese di origine). Chissà se Giuseppe si registrò prima o dopo la nascita di Gesù; in caso che lo fece dopo, oltre al nome suo e al nome di Maria sua sposa, avrà fatto scrivere anche il nome del figlio, Gesù. Ecco, il primo atto pubblico che riconosce Gesù cittadino del mondo, figlio degli uomini, partecipe di questa nostra storia umana. Ecco allora, Gesù è l’albero, virgulto che nasce dal tronco di Davide. Ma poi si accosta l’immagine dell’albero alla figura di Gesù in tante altre pagine della Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse: Gesù albero della vita.

Questo albero nasce dalla terra (sotto l’albero di Natale c’è terra e cenere) perché Gesù è veramente radicato in questa terra, non è un’apparizione, un fantasma o un personaggio inventato come quelli dei fumetti. No, ma è vero uomo in tutto uguale a noi, eccetto il peccato. Gesù Cristo è vero uomo, come ci hanno insegnato a catechismo, e come sappiamo che è, non un uomo apparente. Ecco, vero uomo, e la terra e la cenere sotto l’albero di Natale dicono appunto questa caratteristica.

Ma sull’albero il parroco ha fatto mettere degli angeli, perché effettivamente gli angeli appaiono nella scena del presepe, nella notte di Betlemme e questi angeli, in sostanza, cosa fanno, cosa dicono? Annunciano questo evento eccezionale, unico nella storia, e danno anche la spiegazione di questo evento: “Vi è nato, in Betlemme, un Salvatore!”. Ecco “Vi è nato in Betlemme un salvatore, il Figlio di Dio!”. E’ il vangelo della Messa della notte di Natale. Ecco, gli angeli sull’albero danno questo annuncio, cioè rivelano la vera natura di questo Bambino, che è vero uomo ma è anche vero Dio, è il Cristo Signore, il Salvatore, il Figlio di Dio! Allora, Gesù vero uomo -lo dice la terra e la cenere ai piedi dell’albero Gesù- e vero Dio lo annunciano gli angeli sull’albero. E questa è la nostra fede . Un uomo per quanto grande, non avrebbe mai potuto salvarci; gli uomini, per quanto grandi, sono tutti “poveri uomini” , tutti bisognosi di salvezza; ed ecco che allora il Dio lontano si è fatto vicino. Lontano, troppo lontano da noi, si è fatto tanto vicino che di più non si può, in maniera inimmaginabile, tanto vicino che si è fatto uomo, proprio come noi. Noi abbiamo sentito nel Vangelo di San Giovanni : “E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi ” come ripetiamo ogni volta nella preghiera dell’Angelus; quindi, San Giovanni riconosce in Gesù il vero Dio, il Figlio di Dio, Dio stesso; così conclude il prologo del suo Vangelo: “Dio nessuno lo ha mai visto, proprio il Figlio Unigenito che nel seno della Padre, lui lo ha rivelato“. E anche la Lettera agli Ebrei che si è ascoltata ugualmente oggi: “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi, molte volte, in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente in questi giorni -quando l’autore sacro scriveva, era ultimamente, in questi giorni, un fatto recentissimo- ultimamente in questi giorni ha parlato a noi (Dio Padre è il soggetto) per mezzo del Figlio (il Figlio di Dio), che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo“. Allora, riassumendo: Gesù  vero uomo, Gesù vero Dio .

C’era una vecchia canzone italiana che diceva : “Dio del cielo, se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare“. A volte, si pensa proprio così, anche la gente comune, anche chi non crede: “Ma se c’è veramente un Dio, io gradirei che questo Dio si scomodasse per venire a me , per farsi conoscere, per avvicinarmi, perché io andare a lui non posso, non so dove, come …”. In effetti, Dio lo ha fatto veramente e storicamente. Ma ecco che, quando poi noi diciamo che questo Dio storicamente si è incarnato in Gesù Cristo, è diventato vicino a noi, allora costoro, un po’ atei, un po’ freddi, materialisti, quasi poi si allontanano, pur avendo detto poco prima “ma sei un Dio c’è, vorrei che venisse a me”. Ripeto: quando diciamo loro “ma guarda che Dio è venuto a te storicamente, ed è Gesù ” questa vicinanza così grande, così assoluta, dà fastidio e si allontanano, come quando una persona ti parla troppo vicino al viso, quasi la sua presenza ti soffoca. Ecco, anche per Dio è un po’ così: un Dio tanto vicino ci sembra fin troppo vicino, perché ci scomoda nella nostra timidezza, nel nostro perbenismo. Ma questa è la pura sacrosanta verità ! Gesù è l’Emanuele -un altro nome dato a Gesù dai profeti e conosciuto anche dagli autori della Nuovo Testamento (in ebraico, in aramaico significa “Dio con noi”)- ecco, Gesù è il “Dio con noi”.

Veramente, se ci pensiamo bene: dove la troveremo una religione così , dove mai possiamo trovarla una religione tanto sconvolgente simile al Cristianesimo?!… Anzi, non è possibile neanche immaginarla, non è possibile neanche costruirla a tavolino una religione così ! Con il computer noi oggi ci facciamo tutto, quasi tutto, aggiustiamo, ritocchiamo, correggiamo … Immaginiamo una religione fatta a tavolino, con il computer, secondo i nostri gusti, secondo i nostri sogni, piaceri ecc ecc … Secondo la nostra immaginazione -ognuno ci mette del suo, di più nobile, di più, non saprei …- eppure è difficile arrivare anche solo a immaginare una religione così perfetta, così vera, così meravigliosamente sconvolgente come la nostra, perché giustamente non si può mai arrivare all’opera di Dio. Questa è la più grande opera di Dio: l’Incarnazione del Figlio suo.

Allora, l’albero Gesù, discendente di Davide e vero uomo (lo indicano la terra e la cenere ai piedi dell’albero); vero Dio (lo annunciano gli angeli in alto). Attorno a questo albero le luci ; egli ha detto “io sono la luce del mondo “. Anche nel Vangelo di oggi, San Giovanni ha scritto: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo“. Ecco, incredibili certe espressioni, le poteva dire soltanto lui, Gesù il Figlio di Dio ! Chi segue lui, Gesù, non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita. Ecco le luci sull’albero, un albero illuminato, un albero che fa luce indica bene, abbastanza bene, Gesù il quale illumina il mondo. E potremmo anche aggiungere – questo non lo diceva il parroco- quelle tante luci, piccole ma importanti sull’albero, attorno all’albero, dall’albero, siamo anche noi, ognuno di noi, tutti cristiani, perché anche noi siamo stati accesi da lui e dobbiamo illuminare il mondo a cominciare dal nostro ambiente.

Allora, penso che, dopo questa lunga e dettagliata spiegazione, abbiamo compreso il significato del Natale e dell’albero di Natale: veramente un mistero grande, che fa rimanere a bocca aperta, come in qualche modo rimasero i pastori quella notte che, dopo aver ammirato, adorato, se ne tornarono glorificando Dio e parlando a tutti del mistero grande che avevano visto !

Bene, che sia così anche per noi, ma soprattutto testimoniamo con la vita la fede in cui crediamo e che è cominciata -dobbiamo dire- a Natale. Tanti auguri!

 

Sia lodato Gesù Cristo!

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>