XII DOMENICA TO-A

Sia lodato Gesù Cristo!

 

Faccio un esempio. Ancora oggi, tanti fedeli, accogliendo e continuando la tradizione dei padri, vanno a piedi comunitariamente a qualche Santuario sopportando la fatica, il sole, e perseverando durante il cammino nelle preghiere e nei canti.

Orbene, tale iniziativa, se fatta bene, con retta intenzione, con amore e con fede è una testimonianza bella, giusta, valida di fronte a tutti. Testimonianza di che cosa? Testimonianza in favore di Dio, di Gesù, del Vangelo, della vita eterna, insomma dei valori spirituali. Nonostante tutto il cosiddetto progresso, anche se ci sono i computer, i mass media, ecc ecc …, tutto quello che volete voi, nonostante il buttarsi a capofitto sulle cose materiali e terrene, c’è ancora qualcuno, anzi tanti che anche con simili gesti dicono: “Dio c’è, e noi vogliamo amarlo, servirlo, lodarlo, cantarlo!”. Simili gesti sono da applaudire, incoraggiare e incrementare anche presso le nuovissime generazioni.

Mi sembra che anche in questo modo molto concreto si può mettete in pratica la Parola di Gesù appena ascoltata e che conclude la pagina evangelica di oggi, ossia:”Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei Cieli“.

 

Cari fratelli e sorelle, meditiamo un po’ di più su questa frase nella quale Gesù fa una promessa – e sappiamo che egli mantiene le promesse -: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei Cieli”. Anche con un pellegrinaggio a piedi, come con tanti altri segni concreti, popolari e tradizionali, si può riconoscere Gesù e proclamare la fede.

Certo, poi bisogna continuare a riconoscerlo anche tornando a casa, in famiglia, al proprio paese, dovunque e in ogni tempo; diversamente questo gesto non possederebbe una giusta collocazione non avendo un prima e un dopo.

 

Riconoscere Gesù significa “conoscerlo ad alta voce”, proclamarlo a tutti, dire che egli è, ed è il Redentore, la Via, la Verità, la Vita, la luce, Cristo Maestro, il nostro tutto.

“Chi mi riconoscerà davanti agli uomini …” e con un pellegrinaggio a piedi si proclama Gesù e la fede in lui non di nascosto ma pubblicamente: tutti sanno dei pellegrinaggi comunitari, li vedono partire. Lungo la strada si incontrano tante persone anche lontane, indifferenti o addirittura contrarie. Arrivati al Santuario, infine, tante persone in genere accolgono il gruppo dei pellegrini.

Ma ecco la consolante promessa di Gesù:Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei Cieli“. Una promessa più bella di questa non sapremmo pensarla perché essere riconosciuti da Gesù dinanzi al Padre suo un giorno è il massimo che si possa desiderare.

Tutti terminiamo prima o poi la nostra corsa, concludiamo la nostra battaglia; tutti andiamo ogni giorno un po’ di più incontro al rendiconto finale; tutti stiamo per presentarci dinanzi al giusto Tribunale di Dio e per quell’ultimo esame un po’ tutti abbiamo un certo timore e trepidazione. Oh, se potessimo avere in quella occasione un avvocato, un difensore, qualcuno che si mettesse dalla nostra parte per un “biglietto di presentazione” – diciamo così – dinanzi al giusto giudizio di Dio! … Orbene, addirittura Gesù stesso, il nostro Mediatore e Redentore ci promette: “Io sarò allora il vostro avvocato, il vostro difensore, io vi presenterò al Padre e gli dirò: Padre, costui, costei mi appartiene, è mio, è cristiano, è un uomo, è una donna evangelica, mi ha riconosciuto dinanzi agli uomini in questa occasione, in quest’altra, in quest’altra ancora. Dunque egli è cosa mia, e per lui c’è e ci deve essere il premio e la ricompensa eterna”.

Ricordate quello che Gesù disse al Buon Ladrone sulla croce? “In verità ti dico: Oggi sarai con me in Paradiso!”. E cosa disse il padrone di quella parabola:”Bene, bravo, servo buono e fedele: entra nella gioia del tuo Signore!”. Ora, queste sono le parole ultime che tutti vorremmo sentire. Orbene Gesù le condiziona ad una sola cosa: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini …”.

Ecco, cari fratelli e sorelle, oggi vogliamo meditare solo su questa frase di Gesù; questa è la sintesi del nostro discorso è da essa deve scaturire il proposito di voler conoscere e riconoscere Gesù sempre di più, sempre meglio e dappertutto. Quanto più i tempi si fanno difficili – e oggi sono tali per tante ragioni -, tanto più riconoscere Gesù è eroico e meritorio. Pensiamo ai martiri di tutti i tempi (anche quelli contemporanei) che hanno riconosciuto e riconoscono Gesù in condizioni terribili, ultime, estreme: da una parte c’è Gesù e la fede e dall’altra parte c’è la tortura, il sangue, la morte. Ed essi scelgono Gesù sopportando tutto il resto per suo amore!

Oggi sappiamo come va la società in tante circostanze e anche in generale: una società contro l’amore vero, contro la vita, contro la fedeltà matrimoniale, contro i comandamenti di Dio, contro le leggi dell’essere e della natura. Sembra un complotto perverso che grida al Cielo come Lucifero: “Non servirò Dio!”.

Orbene, proprio in questa società secolarizzata e pervertita noi cristiani e cattolici dobbiamo avere la forza e il coraggio – costi quello che costi – di riconoscere Gesù e il suo Vangelo. Chi fa così è veramente grande e la sua opera è degna di ricompensa eterna: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei Cieli“. Ecco, chi vive così non può aver paura, non deve aver paura. Chi osserva, chi si sforza di osservare il Vangelo, giorno per giorno, è un uomo che vive nella pace. Che cosa può o deve veramente temere? La sorte avversa? Gli uomini? I cosiddetti grandi? E chi è grande al cospetto di Dio?! … E chi o che cosa potrà farci realmente del male? “Se Dio è con noi, – gridava San Paolo – chi sarà contro di noi?! …”. Ma, al contrario, se Dio non è con noi, ahimè, chi potrebbe essere più con noi? Se Dio non è con noi, nel senso che noi non vogliamo essere con lui e non vogliamo appartenergli, ahimè, in realtà noi siamo degli uomini già falliti e perduti totalmente e per sempre. Ecco: tutto questo vogliamo dirlo, affermarlo, riconoscerlo, gridarlo e viverlo sempre meglio, proprio al tempo di oggi!

Allora, mentre incoraggio a fare gesti di fede anche molto pratici (come nell’esempio del pellegrinaggio comunitario a piedi), invito tutti a proseguire su questa strada anche quotidianamente, a casa propria, nell’ambiente abituale, per una fedeltà sempre maggiore a Gesù, al suo Vangelo. Solo così potremo vivere nella pace e nella serenità, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, perché siamo certi che anche nella notte più oscura Dio non ci abbandona, Dio è con noi. E così vogliamo, possiamo continuare serenamente il nostro cammino incontro alla vita eterna, al santo Paradiso che ci aspetta, incontro a quel finale “riconoscimento” da parte di Gesù il quale dirà: “Sì, costui è cristiano e mi appartiene e resterà con me nel mio Regno in Paradiso”. Amen!

 

Sia lodato Gesù Cristo!

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