XIII DOMENICA TO-A

Sia lodato Gesù Cristo!

 

La Madonna, apparendo nel 1917 a Fatima, a tre bambini, i famosi tre pastorelli, disse loro tante cose, insegnò tante belle verità; e questi bambini, mettendo in pratica le parole della Madonna, in poco tempo, si sono fatti santi.

E che cosa ha detto loro la Madonna? Tra le altre cose ha detto, per esempio, – e questa frase io adesso la voglio ricordare dopo aver sentito le letture odierne della Parola di Dio – :”Quando avrete qualcosa da soffrire – e tutti abbiamo sempre qualcosa da soffrire – dite: o Gesù, è per amore tuo e per la conversione dei poveri peccatori!” . “Per la conversione dei poveri peccatori e – ancor prima, ancora più importante – per amore tuo o Gesù!”.

 

“Per amore tuo”. Un tempo, quando i genitori volevano ottenere qualcosa dai loro figlioli, dicevano (e penso dicano ancora):”Dai, fallo per amore mio!”. E i piccoli si sentivano incoraggiati anche se la cosa costava o poteva costare molto.

Ma, come abbiamo sentito nel Vangelo di oggi, se noi dobbiamo amare i genitori, il padre, la madre, lo sposo, la sposa, i figli, le figlie; se dobbiamo amare i fratelli, amare gli amici, però, più di tutto e di tutti, noi dobbiamo amare il Signore Gesù, perché, se amassimo qualcosa o qualcuno più di lui, non siamo degni di lui, non siamo veramente i suoi discepoli. Se infatti voi aveste domandato ai veggenti di Fatima:”Senti, Francesco, senti Giacinta: Tu chi ami di più: il papà, la mamma oppure Gesù e la Madonna?”. Che cosa essi avrebbero risposto? Senz’altro, subito avrebbero detto: “Gesù e la Madonna!”. Infatti, per esempio, a Giacinta piccola bambina di 7 anni – la Madonna le predisse: “Tu andrai in un ospedale e morirai sola”. La sofferenza più grande per quella bambina fu stare lontana dal papà e dalla mamma, ma comunque le rimase accanto la Madonna, la Mamma del Cielo, che la consolò sovrabbondantemente, anche in modo straordinario,  facendosi anche vedere più volte da lei lì in ospedale.

Carissimi fedeli, specie in certe situazioni della vita, ci abbandonano le cose, ci abbandonano le persone, anche le più care, magari anche senza cattiva volontà (non perché non vogliono ma perché non possono) e ci resta soltanto il Signore Gesù. Orbene, la preghiera che voi fate ogni giorno, la Messa, questa Messa domenicale nella quale ci incontriamo appunto con Gesù in tanti modi (con la sua Parola, e soprattutto con il suo Sacramento, l’Eucaristia, la S. Comunione), ecco questo incontro con Gesù vi testimonia che lui è sempre accanto a voi, accanto a ciascuno.

Allora, che cosa voglio dire a voi e anche a me? Impariamo dai pastorelli di Fatima e anche noi impariamo a ripetere: “Gesù per amore tuo, Gesù per te!”, ma diciamolo sempre. Il Vangelo di oggi ci ricorda alcune di queste situazioni in cui dobbiamo dire “per amore tuo, o Gesù!”.

Per esempio: “Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me”: bisogna dirlo quando si tratta di prendere la croce. Quale croce? Quella che Dio ci dà ogni giorno, la croce che può essere la sofferenza fisica, la malattia, la croce che può essere la sofferenza morale, una delusione, un tradimento – Gesù stesso fu tradito -; insomma, qualunque tipo di sofferenza diventa croce per noi ma, se diciamo:”Gesù, per amore tuo che hai sofferto tanto per me, io offro questa cosa a te!” allora, la stessa croce diventerà più leggera e sopportabile. Gesù disse infatti:”Prendete su di voi il mio giogo, cioè il mio peso, che è soave, il mio carico che è leggero”. Gesù precisa: “Se lo prendete con amore il mio peso, il mio carico, esso diventa leggero e soave e troverete ristoro per le vostre anime”. I santi sono stati addirittura gioiosi anche in mezzo alle più grandi sofferenze: San Francesco, Padre Pio, tutti gli altri … Proprio perché avevano Gesù dentro al cuore, lo amavano tanto, facevano tutto per suo amore, tutto ritenevano di poco conto in confronto a quello che Gesù ha fatto per noi. E infatti, Gesù avrebbe potuto dimostrarci di più il suo amore?! … È giunto a morire sulla croce per noi, è giunto a rimanere nell’Ostia Santa, nell’Eucaristia, prigioniero dei nostri tabernacoli, presente 24 ore su 24, sempre, per nostro amore, solo per dirci:”Vi voglio bene, vi amo, resto con voi”.

Ecco dunque una importante situazione in cui dire:”Gesù, per amor tuo prendo la croce ogni giorno (ad ogni giorno basta la sua pena)! Adesso devo arrivare a fino a stasera, poi domani è un altro giorno e Dio ci penserà”. Quindi, “per amore di Gesù” nei momenti della sofferenza.

 

Poi il Vangelo di oggi dice ancora: “Chi avrà perduto la vita per causa mia, la troverà”. Questo versetto si riferisce ai martiri, cioè quelli che sono stati messi di fronte alla scelta: “Rinneghi Gesù? La fede, il Vangelo? Oppure ti uccidiamo?”; ed essi hanno detto: “Uccideteci!”. E si sono fatti ammazzare. Quindi in realtà hanno detto: “Gesù, per amore tuo, perché ti amo di più sono disposto anche a perdere la vita, perché so che tu sei capace di restituirmela questa vita, più bella e più gloriosa, nell’eternità”. Ecco, una seconda circostanza in cui dire: “Gesù, per amore tuo!”.

 

Ancora qualche altro caso: “Chi accoglie voi, accoglie me; chi accoglie un giusto avrà la stessa sua ricompensa; chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli perché mio discepolo non perderà la sua ricompensa”. Insomma, le opere di accoglienza (di cui ci parla anche la I Lettura di oggi), ma più in generale tutte le opere di carità. Mi vengono in mente in questo istante soprattutto i santi che hanno esercitato le opere di carità, per esempio Santa Madre Teresa di Calcutta. Opere di carità per i bambini, per i vecchi, per gli emarginati, per tutti … Le opere di carità sono quasi infinite. Quante ne possiamo fare anche noi dalla mattina alla sera! Più grandi o più piccole. E anche le piccole e semplici opere buone costano sempre un poco  perché dobbiamo vincere il nostro egoismo, cioè il nostro voler stare bene e comodi per pensare solo ai fatti nostri. Ecco, dobbiamo vincerci e andare controcorrente, rinnegando noi stessi e andando incontro a chi è nel bisogno e dire: “Gesù, per amore tuo io faccio questa cosa ad un mio fratello per amore tuo!”. Anche, per esempio, perdonare una offesa ricevuta da un fratello che mi dice una brutta parola, che mi accusa anche di qualcosa che io non ho commesso … Ma quante cose false dissero conto Gesù e lui le sopportò per amore mio, per amore nostro?! …  Allora io per amore suo, voglio sopportare questa parola ingiuriosa, voglio dare il perdono a chi mi ha offeso. Tutte queste esigenze, in fondo, rientrano nel Battesimo che abbiamo ricevuto (di cui ci parla San Paolo nella II Lettura di oggi) e che ci ha immersi nella Morte e Risurrezione di Cristo.

 

Allora, dappertutto e sempre: “Per amore tuo, Gesù!”. Questa parola d’ordine ci può accompagnare dalla mattina alla sera, dalla nascita alla morte; sarà un vero segreto di forza, di felicità è di serenità perché l’amore di Gesù è la cosa più forte che esista.

I martiri – ripeto – per questo amore sono stati capaci di offrire la vita e il sangue e così hanno vinto. Allora anche noi, quando ci alziamo al mattino e apriamo gli occhi, diciamo subito:“Oggi, Gesù, tutto per amore tuo!”. E con questa giaculatoria sulle labbra e nel cuore la giornata e la vita scorreranno in maniera diversa.

 

Sia lodato Gesù Cristo!

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