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Obbligo di denuncia dei preti pedofili all'autorità civile e, nei casi più gravi, un intervento diretto del Papa per ridurre i colpevoli allo stato laicale, senza processo e senza possibilità di revoca. La Santa Sede ha pubblicato oggi sul suo sito le procedure che - afferma - sta attualmente seguendo nei casi di abusi sui minori.
Il documento, in tutto un paio di pagine in inglese, è l'attuazione - ha spiegato la Sala Stampa della Santa Sede - del documento del 2001 sui 'Delicta Graviora'. In quel testo, tuttavia, non vi era nessun riferimento alla collaborazione con le autorità civili e nemmeno a un ruolo preciso del pontefice
nello spretamento dei sacerdoti predatori più spietati. Il documento del 2001 avocava alla Congregazione per la Dottrina delle Fede le denunce per delitti di pedofilia, che fino ad allora erano state di competenza dei tribunali diocesani e dei vescovi locali.
Sempre la Sala Stampa ha riferito che, nel 2003, la Congregazione per la Dottrina della Fede si era data una sorta di regolamento interno mai finora pubblicato e che ora, nella sua sintesi divulgativa, è stato reso noto per la prima volta sul sito della Santa Sede.
La "Guida per comprendere le procedure di base della Congregazione per la Dottrina delle Fede riguardo alle denunce su abusi sessuali", così si chiama il testo che compare sul sito vaticano, conferma la linea dura, di trasparenza e rigore, imposta e rivendicata da Joseph Ratzinger, quando era prefetto di quel Dicastero Vaticano. Contiene, infatti, una frase-chiave, mai apparsa nero su bianca su nessun documento vaticano fin qui reso pubblico: nei casi di abusi su minori da parte dei preti "si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità ". Un altro punto, non contenuto nei 'Delicta graviora' , è il ricorso al verdetto del Papa nei casi particolarmente gravi, ovvero "quando un tribunale civile ha condannato un prete colpevole di abusi sessuali su minori o quando ci sono prove inconfutabili".
Le linee guida pubblicate oggi, ed anche il regolamento del 2003 a cui esse fanno riferimento, non hanno ancora il valore formale del diritto canonico. Tuttavia la Santa Sede, sempre nel testo sul sito web, ha annunciato che la Congregazione per la Dottrina della Fede si sta apprestando a fare alcune modifiche al Motu Proprio del 2001, il Sacramentorum Sanctitatis tutela (che conteneva come appendice il 'Delicta Graviora'). Vi potrebbero essere introdotte le novità pubblicate oggi: inoltre sarà sicuramente rivista la norma sulla "prescrizione" di questi delitti che, nei Delicta Graviora, era stabilita a dieci anni dopo il compimento del diciottesimo anno di età della vittima. L'idea è infatti di abolire qualsiasi prescrizione.
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